L’UE prende di mira l’incapacità di Meta di bloccare i minori di 13 anni su Instagram e Facebook

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La Commissione europea ha annunciato risultati preliminari secondo cui Meta sta violando il Digital Services Act (DSA) non impedendo efficacemente ai bambini sotto i 13 anni di accedere a Instagram e Facebook. Sebbene i termini di servizio di Meta vietino esplicitamente gli utenti di età inferiore a questa età, l’organo esecutivo dell’UE sostiene che le attuali misure di sicurezza dell’azienda sono insufficienti e facilmente aggirabili.

Misure di salvaguardia deboli e soluzioni facili

Secondo la Commissione, il metodo principale di Meta per la verifica dell’età, ovvero richiedere agli utenti di inserire una data di nascita durante la creazione dell’account, è fondamentalmente difettoso. Poiché non esistono controlli aggiuntivi per verificare l’esattezza di queste informazioni, i minorenni possono semplicemente inserire una data falsa per creare un account. Questa scappatoia rimane aperta anche per i “conti per adolescenti”, che sono progettati per utenti sotto i 16 anni e richiedono anche l’inserimento dell’età senza verifica indipendente.

La questione centrale non è solo l’esistenza delle regole, ma la loro applicazione. Senza una verifica approfondita, i dati sull’età auto-riferiti non hanno senso.

Meccanismi di segnalazione inefficaci

La Commissione ha inoltre criticato gli strumenti di segnalazione degli utenti di Meta ritenendoli macchinosi e inefficaci. Per segnalare un sospetto minorenne di età inferiore ai 13 anni, gli utenti devono navigare fino a sette clic per raggiungere il modulo di segnalazione. Anche quando le segnalazioni vengono presentate con successo, l’UE ha riscontrato che spesso non viene dato un seguito adeguato. Di conseguenza, gli account segnalati rimangono spesso attivi senza ulteriori controlli, consentendo ai presunti minorenni di continuare a utilizzare la piattaforma.

Sanzioni potenziali e rischi futuri

Se tali risultanze preliminari venissero confermate, Meta potrebbe incorrere in sanzioni proporzionate all’infrazione. Secondo la DSA, le sanzioni possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo totale mondiale di un’azienda. Considerando il fatturato dichiarato di Meta di 200 miliardi di dollari nel 2025, una multa del genere potrebbe ammontare a miliardi di dollari.

Sebbene Meta abbia introdotto filtri di contenuti adeguati all’età per gli account per adolescenti nel 2025, comprese restrizioni predefinite sui contenuti classificati sopra PG-13, queste misure non risolvono il problema alla radice: la creazione iniziale di account da parte di utenti minorenni. La posizione dell’UE evidenzia una crescente attenzione normativa sulla prevenzione proattiva piuttosto che sul filtraggio reattivo dei contenuti.

Conclusione

I risultati della Commissione Europea sottolineano un divario significativo tra le politiche dichiarate di Meta e la sua implementazione tecnica. Fino a quando Meta non svilupperà sistemi di verifica dell’età più robusti e non migliorerà la propria infrastruttura di reporting, rimarrà a rischio di sanzioni finanziarie sostanziali e di continuo controllo normativo.

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