L’Indonesia proibirà alle persone di età inferiore ai 16 anni di accedere alle principali piattaforme di social media a partire dal 28 marzo, rispecchiando misure simili implementate in Australia e segnalando uno sforzo globale più ampio per regolare l’accesso dei giovani ai contenuti online.
Motivazione del divieto
La decisione, annunciata dal ministro indonesiano delle comunicazioni e degli affari digitali, Meutya Hafid, nasce dalle preoccupazioni sull’esposizione a materiale dannoso, tra cui pornografia, cyberbullismo, frodi online e comportamenti che creano dipendenza su piattaforme come X (ex Twitter), YouTube, Facebook, Instagram, Threads, Roblox e Bigo Live. Il divieto comporterà la disattivazione degli account esistenti appartenenti a minori, anche se l’esatto meccanismo di applicazione rimane poco chiaro.
Contesto globale: crescenti restrizioni all’accesso dei giovani ai social media
Questa mossa fa parte di una tendenza crescente di governi di tutto il mondo ad agire per proteggere i bambini dai rischi percepiti associati ai social media.
- L’Australia ha implementato un divieto simile l’anno scorso.
- Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i legislatori stanno emanando leggi sulla verifica dell’età per limitare l’accesso ai contenuti per adulti.
- Il esperimento storico in corso negli Stati Uniti focalizzato sulla dipendenza dai social media evidenzia il crescente riconoscimento dei potenziali danni di queste piattaforme.
Il cambiamento delle politiche digitali in Indonesia
Il tempismo è notevole: l’Indonesia ha recentemente revocato il divieto del chatbot AI di Elon Musk, Grok, dopo le iniziali preoccupazioni sulla sicurezza, indicando un approccio cauto all’accesso tecnologico. Il Paese continuerà a monitorare i protocolli di sicurezza di Grok, dimostrando la propria volontà di bilanciare l’innovazione con la mitigazione del rischio.
Questo divieto riflette un crescente consenso tra i politici sul fatto che la tradizionale autoregolamentazione da parte delle società di social media non è sufficiente a proteggere i giovani utenti. Mentre i governi sono alle prese con le complessità della sicurezza digitale, è probabile che emergano misure più restrittive, sollevando interrogativi sulla privacy, sull’applicazione e sul futuro dell’accesso online per i minori.
Il divieto indonesiano sottolinea l’urgente necessità di una cooperazione internazionale sugli standard di sicurezza digitale e sullo sviluppo di tecnologie efficaci per la verifica dell’età.





















