La decisione di Apple di integrare l’intelligenza artificiale Gemini di Google nella prossima iterazione di Siri non è una sorpresa: è una mossa pragmatica per evitare di rimanere indietro nel panorama dell’intelligenza artificiale in rapida evoluzione. La partnership, annunciata congiuntamente questa settimana, vedrà i modelli avanzati di intelligenza artificiale di Google alimentare i prossimi modelli base di Apple, ma senza un marchio evidente. Apple manterrà il controllo, personalizzando il motore per il proprio ecosistema “Apple Intelligence”.
La logica dietro l’accordo
La collaborazione è guidata dalla necessità: Apple deve accelerare le proprie capacità di intelligenza artificiale senza ulteriori ritardi. Anni di controlli antitrust hanno rivelato un accordo da 20 miliardi di dollari in cui Google ha pagato Apple per rimanere il motore di ricerca predefinito, garantendosi il dominio ed estraendo i dati degli utenti. Questo accordo sottolinea quanto profondamente intrecciate siano già le due società. I precedenti tentativi di Apple di sviluppare un’intelligenza artificiale indipendente, inclusa una recente collaborazione con OpenAI, non hanno prodotto i risultati desiderati abbastanza velocemente.
Perché è importante: La corsa all’intelligenza artificiale sta accelerando, con Google e Samsung che integrano in modo aggressivo l’intelligenza artificiale nei loro dispositivi. La partnership di Apple garantisce che non rimanga indietro.
Il vantaggio tecnologico di Google
Gli esperti concordano sul fatto che Google detiene attualmente un vantaggio nella tecnologia AI. Humayun Sheikh, un investitore in DeepMind (acquisita da Google nel 2014), sottolinea i metodi di formazione superiori di Google e l’implementazione del guardrail.
“Google ha molta più esperienza anche sui dispositivi mobili, quindi sa come ottimizzare tutto meglio di OpenAI, perché ha i propri telefoni e un proprio sistema operativo mobile.” – Humayun Sheikh, amministratore delegato di Fetch.ai
L’ampio accesso ai dati di Google da parte di miliardi di utenti tramite Ricerca, Chrome e Android offre un vantaggio significativo. Mentre gli utenti Apple danno priorità alla privacy, Google beneficia da tempo dei dati utente di iPhone attraverso il suo ruolo di motore di ricerca predefinito.
Preoccupazioni e implementazione della privacy
Sebbene le preoccupazioni sull’accesso di Google ai dati sensibili sul dispositivo siano valide, gli esperti suggeriscono che l’intelligenza artificiale probabilmente verrà eseguita sui server Apple. Haibing Lu, CTO di AIConform, presuppone che Google costruirà il modello per Apple, ma l’intelligenza artificiale risiederà all’interno dell’infrastruttura Apple.
Riassunto fondamentale: Il metodo di distribuzione, ovvero se l’intelligenza artificiale elabora i dati sul dispositivo o sui server Apple, conta più del modello di intelligenza artificiale utilizzato.
Implicazioni normative e strategia a lungo termine
La partnership tra Apple e Google potrebbe consolidare ulteriormente il dominio di Big Tech, potenzialmente eliminando concorrenti più piccoli come OpenAI, Anthropic e Mistral. L’intervento normativo rimane incerto, soprattutto se si considera l’atteggiamento più indulgente dell’attuale amministrazione statunitense nei confronti delle Big Tech rispetto alle amministrazioni precedenti.
La mossa è probabilmente una soluzione a breve e medio termine. Come osserva Ashish Nadkarni di IDC, Apple ha una storia di affidamento sui concorrenti prima di sviluppare le proprie alternative, proprio come Apple Maps inizialmente era impostato su Google Maps e la ricerca era impostata su Google.
Il futuro di Siri e degli assistenti IA
L’obiettivo di Apple è trasformare Siri in un assistente digitale completamente funzionale in grado di comprendere ed eseguire compiti in modo autonomo. Ciò richiede lo sfruttamento delle tecnologie di intelligenza artificiale esistenti per colmare rapidamente il divario. Questo cambiamento segnala una tendenza più ampia: le app diventeranno meno centrali poiché gli assistenti AI gestiranno più attività direttamente, riducendo la dipendenza da più applicazioni.
In sostanza: Apple non sta reinventando la ruota; sta guadagnando tempo e competenze per recuperare il ritardo nella corsa agli armamenti dell’IA. La partnership con Google è una manovra strategica per garantire che Apple non rimanga indietro, anche se le implicazioni a lungo termine per la concorrenza e la privacy degli utenti rimangono questioni aperte.





















